Concerti ROSSI

Un populista molto popolare, alla fine della parte geniale della propria carriera, qualche tempo fa ebbe successo con una canzone che diceva: «C’è chi dice “No!”» Con quel pezzo sanciva l’inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui avrebbe smesso di cantare canzoni belle e personali, e si sarebbe messo a propinare inni col ritornello urlato a un pubblico che voleva fare il cazzo che gli pareva, ascoltare banalità retoriche, e sentirsi anche una élite rivoluzionaria.
Ecco. C’è un concetto che poco si sposa con gli inni rock, ed è quello del sentirsi dire “No!” e capire che è anche giusto così, certe volte. Ma noi italiani siamo sempre felice di dire no, orgogliosamente; in seconda istanza possiamo avere un minimo di brivido nel dire sì, ma dura poco; quasi mai siamo contenti di sentirci dire che così non va bene, non si può fare, no. È facile da parte mia adesso sottolinearlo, ma in quel momento, quando la retorica e lo stile hanno raggiunto i rispettivi apici opposti, si sono capite, ancora una volta, un sacco di cose interessanti.

(via freddynietzsche)

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