Quando gli angeli che volano nel ciel…. E se cadono?

«Non mi sento più a casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale». Tratto dal libro.

Non è Vauro che parla di Rai Due dopo il taglio dell’intervista all’Era Glaciale, ma, bensì Mentana che parla di Mediaset e Confalonieri.

La promozione del suo nuovo libro lo porta a farsi intervistare, qui su Corriere.it parla anche del suo testimone di nozze.

Se ne accorge anche Gilioli.

I’m Feeling Mortal

“If we started a movie on the day you were born, and stretched it over your lifespan, this is where you’d be in that movie. So if you’re a teenager, you might see Luke arguing with Uncle Owen, or Cameron making a phony phone call to Ed Rooney. If you’re a retiree, you might see the Marshmallow Man, or Toto pulling away the curtain. And if you’re in your mid-thirties, you might be relieved to know that Ferris is still eating lunch, and the Millenium Falcon hasn’t left Tatooine.”

Per la categoria giochini scemi, qui potete calcolare a quale punto di un film sarebbe oggi la vostra vita se la vostra vita fosse un film

(via wittgenstein)

Io la vedo dura per Tessio

La sagra del trash

Sul Giornale hanno aperto lo spazio lussorioso del lusso.

Interessanti gli accostamenti dei servizi e la sezione “Ultime dal lusso

Concerti ROSSI

Un populista molto popolare, alla fine della parte geniale della propria carriera, qualche tempo fa ebbe successo con una canzone che diceva: «C’è chi dice “No!”» Con quel pezzo sanciva l’inizio della seconda parte della sua carriera, quella in cui avrebbe smesso di cantare canzoni belle e personali, e si sarebbe messo a propinare inni col ritornello urlato a un pubblico che voleva fare il cazzo che gli pareva, ascoltare banalità retoriche, e sentirsi anche una élite rivoluzionaria.
Ecco. C’è un concetto che poco si sposa con gli inni rock, ed è quello del sentirsi dire “No!” e capire che è anche giusto così, certe volte. Ma noi italiani siamo sempre felice di dire no, orgogliosamente; in seconda istanza possiamo avere un minimo di brivido nel dire sì, ma dura poco; quasi mai siamo contenti di sentirci dire che così non va bene, non si può fare, no. È facile da parte mia adesso sottolinearlo, ma in quel momento, quando la retorica e lo stile hanno raggiunto i rispettivi apici opposti, si sono capite, ancora una volta, un sacco di cose interessanti.

(via freddynietzsche)

Brunetta, Il Cavaliere, Brodolini

La polemica sulle attuali candidature europee di alcune showgirl (misconosciute ai più) ha colto la voce anche della First Lady (all’italiana, certo: son separati) Veronica Lario. Il Cavaliere si affretta a giustificare le sue affermazioni e lancia frecciatine alla moglie, colpevole di essersi invaghita della sinistra rivoluzionaria.

Insomma, basta che si mettano d’accordo i vari esponenti del governo. Venerdì in seconda serata l’accesissima discussione tra il ministro Brunetta e la giornalista Bignardi ha fatto il boom d’ascolti e il video è tra i più cliccati su You Tube. Nel corso dell’intervista, Brunetta non ha fatto mistero che, fosse per lui, farebbe fare l’eurodeputato a chiunque se lo meriti. Bisognerebbe verificare quali dovrebbero essere questi meriti.

La Bignardi, visibilmente innervosita dai continui assalti del ministro, ha poi rilasciato un’intervista al Corriere:

«mi dispiace di aver ferito la sensibilità del ministro, per lui Brodolini era una persona cara». Certo, «può darsi che abbia fatto im pressione vedere una signora che dice a un ministro ‘sa che lei è antipatico?’. Gliel’avesse detto, mettiamo, Enrico Men tana, nessuno si sarebbe stupito »

anche se:

Ideale la chiusura di Gad Lerner sul suo Blog:

E’ troppo sperare che il nome di Brodolini susciti in lui una minima resipiscenza quando Brunetta va all’attacco della Cgil? Non vale rispondere che la Cgil di quarant’anni fa era migliore della Cgil odierna (servirebbe la controprova impossibile: con chi sarebbe stato Brunetta, al tempo di Brodolini?). Riconosciamo pure che lo Statuto dei Lavoratori avrebbe bisogno di qualche aggiornamento, mentre fra i colleghi di Brunetta più d’uno lo vedrebbe bene smantellato. Ma è l’approccio giustizialista e sloganistico ai lavoratori e ai loro sindacati che, ne sono certo, Brodolini avrebbe criticato in Brunetta. Chiedendogli per favore di non mascherare i suoi atteggiamenti padronali (sì, li avrebbe chiamati proprio così, padronali, quel socialista all’antica) con riferimenti sentimentali agli ideali di gioventù che ha ripudiato.

And the Oscar goes to…..

Prego…. Disattivare il “flash” iPod Nano qui a fianco ed alzare il volume delle casse.

Un Altro giornale, Piero Sansonetti dirige

Nuova iniziativa di Piero Sansonetti, nuovo giornale della sinistra.

Ne parla qui il Giornale, e ne parla qui Sansonetti “al” Giornale.

(grazie a wittgenstein)